Consapevolezza
- 18 dic 2014
- Tempo di lettura: 3 min

Al giorno d'oggi si parla sempre più spesso di “consapevolezza”. Questo è un bene perchè, a mio parere, viviamo in una società che ci vuole sempre più addormentati!
Se ci fermiamo ad osservare le persone che ci circondano, possiamo tristemente constatare quanto siamo poco presenti nel qui e ora.
Siamo completamente assorbiti dalle preoccupazioni sul domani, dal continuo rimuginio di pensieri che avvolgono la nostra mente e ci spostano costantemente dal momento presente.
Ricordi, sogni, rancori, rimpianti, voli pindarici che ci portano chissà dove con la fantasia. Non voglio dire che “sognare” sia di per sé un atteggiamento mentale negativo. Dico solo che ci allontana dalla realtà e non ci fa stare coi piedi ben saldi.
Il sogno è uno strumento che può divenire costruttivo se corredato da un progetto attuabile.
La fantasia ci può portare alla creazione di un progetto atto alla realizzazione di un sogno affinchè possa manifestarsi nella realtà terrena. Diversamente, il sogno fine a sé stesso può essere fonte di malcontento e tristezza nel momento in cui ci accorgiamo che il tutto rimane sospeso in una nuvola sì fantastica, ma pur sempre fatta di vapore pronta a dissolversi al primo soffio di vento.
Allo stesso tempo, permettere alla nostra mente di tormentarci con pensieri ripetitivi rimuginando su come sarebbero potute andare le cose se noi avessimo fatto, se noi avessimo detto, se altri avessero, se, se, se...
A cosa serve tutto questo?
Perchè ribadisco l'importanza di essere consapevoli?
Ma cosa significa veramente?
Essere presenti a sé stessi!
Fermarsi e osservare i nostri pensieri, come se non fossero i nostri (chissà poi che non sia proprio così?)
ESERCIZIO DI MEDITAZIONE
Può essere una buona abitudine ritagliarci un momento della giornata, cercare un posto tranquillo, munirci di carta e penna e sederci in una posizione comoda.. Chiudere gli occhi e portare l'attenzione dentro di sé ascoltando il nostro respiro. Cerchiamo di rimanere lì, osservatori imperturbabili di ciò che avviene nel nostro mente-corpo.
Quasi subito affioreranno i primi pensieri che cercheranno di distrarci, di catturare la nostra attenzione allontanandoci dall'obbiettivo.
Allora potrebbe essere utile allo scopo aprire gli occhi e annotarci i pensieri affiorati. Richiudere gli occhi e ripetere l'esercizio a più riprese. Diamoci un tempo per effettuare questo semplice, ma efficace esercizio. All'inizio possono essere sufficienti 5 minuti, da aumentare gradualmente fino a 10-15 minuti al giorno.
Se prenderete l'abitudine a farlo ogni giorno potrete mano a mano accrescere la consapevolezza di ciò che accade nella vostra sfera mentale. Vi accorgerete di quanto sia impegnativo mantervi per lungo tempo focalizzati su ciò che volete voi.
Questo significa forse che non siamo padroni di ciò che pensiamo?
Significa forse che se lasciamo libera la nostra mente i pensieri ci gestiscono come vogliono loro?
Perchè se noi decidiamo consapevolmente di restare focalizzati sull'ascolto del nostro respiro e nel giro di pochi minuti pensieri di varia natura affiorano alla nostra mente senza che siamo stati noi a formularli, allora, da dove arrivano?
Avviene che se noi non siamo totalmente presenti nel nostro intento di restare concentrati sul respiro, ci “dimentichiamo “ del nostro obbiettivo, restiamo “intrappolati “ dal pensiero e ci identifichiamo con l'emozione legata ad esso lasciandoci così distrarre e portare in un'altra direzione.
Chiediamoci allora quanto siamo consapevoli dei nostri pensieri?
Quanto siamo padroni della nostra mente?
Se riuscissimo a restare osservatori distaccati da ciò che avviene dentro di noi, potrebbe anche accadere che ci si renda conto di non essere completamente d'accordo con il pensiero proposto.. ! Così potremmo consapevolmente decidere di costruire un pensiero differente e forse imparare ad essere un po' più attenti a noi stessi, prendendoci la responsabilità di ciò che pensiamo.
Non solo, potremmo anche accorgerci che alcuni pensieri portano dietro di sé emozioni estranee al nostro attuale stato d'animo. Se ci lasciamo distrarre potrebbe avvenire di identificarci con esse e il nostro umore ne risentirebbe.
Se invece riusciamo ad osservare l'intenzione nascosta dietro al pensiero e a restare vigili e attenti, potrebbe accadere che l'emozione ci attraversi senza creare conseguenza alcuna nel nostro stato d'animo.
Dicesi “impermeabilità”!
Imparare a restare presenti a sé stessi significa anche rendersi conto di quanto poco lo si rimanga in una condizione di “normalità”.
Solitamente tutto avviene senza che ci si accorga di nulla. Pensieri di qualunque natura vanno e vengono nella nostra mente modificando i nostri umori e rilasciando le emozioni corrispondenti.
Avverranno dei cambiamenti nella vostra coscienza, attraverserete un graduale, lento risveglio che vi condurrà ad una consapevolezza sempre maggiore dei meccanismi che regolano la vostra vita.
P

















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