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Vivere nel presente e lasciar fluire

  • 19 mar 2015
  • Tempo di lettura: 3 min

Quando non accettiamo gli eventi che ci accadono rischiamo di farci prendere dai sensi di colpa, continuamo a rimuginare su come abbiamo regito, su come avremmo potuto fare e ci chiediamo come mai non siamo stati in grado di fare diversamente.. alimentando così il rancore verso noi stessi.

Occorre comprendere che, comunque, abbiamo fatto quello che, in quel momento, ritenevamo più giusto o semplicemente l'unica cosa che eravamo in grado di fare; perdoniamoci, amiamoci per quello che siamo riconoscendo i nostri limiti. Rimuginare su ciò che noi giudichiamo un comportamento sbagliato non fa altro che portare energia su quell'atteggiamento che rischiamo di ripetere all'infinito.

Quindi va bene perdonarci, va bene prendere coscienza di ciò che avremmo voluto fare, ma poi è indispensabile ripartire preparandoci ad affrontare una situazione simile in un modo diverso, quando si ripresenterà.

Esistono molti strumenti per prepararci ad affrontare diversamente una prova successiva e non ricadere sempre negli stessi meccanismi. Può essere utile a tal proposito la meditazione attraverso la visualizzazione creativa oppure con varie tecniche di psicosintesi.

Pensare continuamente a ciò che è già avvenuto, significa restare ancorati al passato, mentre è importante, per poter continuare il proprio percorso di crescita, restare nel momento presente, perchè è l'unico momento in cui viviamo veramente.

Quelle che noi giudichiamo come “scelte sbagliate”, spesso sono solo delle occasioni per poter crescere e imparare. Dipende sempre dal punto di vista da cui le si guarda.

L'importante è però restare vigili e attenti. Altrimenti rischiamo di incappare sempre negli stessi atteggiamenti e, allora perdiamo tempo utile per crescere.

Rimuginare nel passato non è solo per chi si crogiola nei sensi di colpa, ma è anche per chi vive solo di ricordi. Questo è un tipico atteggiamento di molte persone anziane che pensano ormai di non avere più nulla da imparare dalle loro esperienze. Ma non è così, fino a che c'è la vita, significa che c'è ancora qualcosa da imparare, altrimenti non ci sarebbe più motivo per essere qui.

Restare ancorati al qui e ora, significa risvegliarsi ad una nuova attenzione verso ciò che avviene dentro di noi. Occorre imparare ad essere osservatori delle emozioni che ci attraversano e che alimentano i nostri pensieri. Se impariamo a “vedere” i pensieri che ci arrivano, scopriamo che forse non sono i nostri. Se impariamo semplicemente ad osservarli, senza giudicarli però, possiamo lasciare che ci attraversino senza che abbiano potere su di noi. Il problema è quando ci identifichiamo con quei pensieri e allora lasciamo che siano loro a decidere per noi.

La mente, con il suo incessante lavorio, ci allontana dal presente. Quando pensiamo non siamo mai nel qui e ora, siamo sempre o nel passato (ricordi, sensi di colpa) o nel futuro.

La mente ci allontana dall'Essere.

Se pensiamo a quello che dobbiamo fare, se immaginiamo cose che devono ancora avvenire, siamo proiettati nel futuro. La paura stessa ci proietta nel futuro e ci sposta dal momento presente. L'unico modo per poter essere nel qui e ora è divenire osservatori.

Se preferiamo vivere di sogni e fantasticare anziché osservare quello che avviene dentro di noi, forse è perchè, fondamentalmente, abbiamo paura delle emozioni che possiamo provare.

Le emozioni spesso ci devastano l'animo e non ci consentono di trovare la serenità. Allora spesso ci rifugiamo nei sogni o, peggio ancora, cerchiamo rifugio nell'alcol o nell'uso di sostanze che ci inebriano alleggerendoci il peso del nostro dolore.

LASCIAR FLUIRE LE EMOZIONI

Quando ci rifiutiamo di vivere pienamente un'emozione stiamo fuggendo dalla vita stessa. Le emozioni sono il linguaggio del cuore. Ascoltare le nostre emozioni significa portare l'attenzione verso la nostra parte più profonda.

Se vogliamo fare un'analogia, possiamo paragonarle all'acqua. Esse devono essere lasciate libere di fluire perchè il loro ristagno porta ancora più dolore.

Il fiume rimane limpido e pulito solo quando viene lasciato libero di scorrere. Allo stesso modo, è importante imparare a vivere pienamente le nostre emozioni.

Ognuno troverà, in base alla propria predisposizione, più semplice un modo piuttosto che un altro. Non ha importanza quale sistema viene adottato, l'importante è lasciare che scorrano senza creare ostruzioni.

Piangere, urlare, scrivere ciò che si prova, trovare qualcuno con cui confidarsi, sono tutti sistemi validi per lasciare uscire le nostre emozioni. Se le tratteniamo all'interno di noi, creeremo un blocco che si tradurrà in un ristagno energetico. L'energia che non può più scorrere libera causerà un problema all'intero sistema energetico dentro di noi e ciò provocherà la malattia.

Fingere che vada tutto bene, dimostrare di essere allegri e gioviali, significa indossare una maschera, ma dietro di essa, si cela una grande sofferenza inespressa. Lasciamo cadere le maschere e cerchiamo di essere noi stessi. Lasciamo uscire l'emozione e scopriremo che il dolore era più grande se trattenuto che non dopo averlo fatto fluire. Mano a mano che verrà espresso perderà la sua consistenza e l'animo si alleggerirà via via.

La gioia e l'allegria diverranno più autentiche e più luminose, in quanto nasceranno dal profondo dell'essere.

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